La serie: Nella mia foresta – Tree-dimensional project

Tree-dimensional project (TDP-011) 2013 cm 42×34



Questo lavoro nasce con l’intenzione, al di là del gioco di parole usato per definirlo, di ”chiudere” il progetto con una sorta di distorto e modificato ritorno alle sue ragioni originarie.

Con un’operazione, per così dire, circolare, si è partiti dalle incisioni su carta, che attraverso il loro assemblaggio e modificazione hanno dato luogo ad una visione nuova; si è quindi

giunti al dar corpo alla visione attraverso materiali ”voluminosi” (la ceramiche, i bronzi, gli alluminii) così pervenendo al mondo reale (concreto).





Tree-dimensional project (TDP-032) 2014, lightbox, cm 132×97



Ci si è soffermati sull’approccio intimistico del lavoro attraverso le opere più evocative (i paesaggi invisibili); per poi ritornare al principio e cioè, con questi ultimi lavori, al foglio di stampa, alla visione all’apparenza piana dell’opera rispetto alla quale la distorsione visiva, sempre presente nel mio lavoro, è stata ottenuta attraverso il disturbo percettivo ottenuto con la visione stereoscopica del lavoro (le stampe in 3D).

L’ingombro che si è voluto ricreare con questi ultimi lavori, tuttavia, è tutto e solo mentale e la loro lettura richiede l’indispensabile partecipazione dello spettatore che non può osservare l’opera in maniera del tutto passiva. Intanto, l’azione di dover indossare uno strumento visivo (l’occhialino 3D) comporta una volontà partecipe ed attiva. Quindi l’esito percettivo dell’opera necessariamente sarà più complesso e, come già detto per altri lavori, più meditato.



Tree-dimensional project (TDP-002) 2013, lightbox, cm 158×110



L’escamotage utilizzato in questo caso, pur non discendendo da una novità tecnica (l’immagine stereoscopica è nota da tempo anche se se ne è fatto scarso uso), ha comportato una serie di problematiche, anche esecutive, conseguenti alle esigenze estetiche proprie di questo lavoro e che ne hanno, in taluni casi anche sorprendentemente, travalicato la pre-visione.

Uno dei problemi che si è posto ha riguardato l’esigenza di produrre una immagine che, anche senza l’ausilio del supporto visivo (occhialino 3D), fosse pienamente godibile o quantomeno non producesse eccessivo disorientamento al primo sguardo. Attraverso una sperimentazione tecnica nella ripresa fotografica e nella sua post produzione che non appare necessario ripercorrere,

si è giunti ad un livello di immagine che credo riesca a mantenere una sua intima ragion d’essere anche senza trucchi visivi o supporti esterni. Ulteriore problema, ben più ampio, riguardava invece la ricerca sulla percezione dell’immagine che -nel caso dell’ordinaria visione stereoscopica- risulta di norma eccessivamente e, dunque, impropriamente realistica.



Tree-dimensional project (TDP-008) 2013, lightbox, cm 158×112





Infatti, è noto come nella visione sterescopica vengono a crearsi dei veri e propri piani sovrapposti, che inducono la falsa rappresentazione della reale profondità visiva (del resto questa è la funzione della visione binoculare). Tuttavia questi piani visuali sovrapposti risultano spesso essere così tanto fittizi che, se da un lato rendono l’immagine stessa eclatante, allo stesso tempo comportano in realtà una perdita di corpo dei suoi contenuti. Il risultato è spesso avvilente: si avverte il realismo dell’ambito spaziale ma i suoi protagonisti risultano appiattiti e priva di sostanza, quasi fossero delle maquettes alloggiate in una quinta teatrale. In ogni caso, anche una

volta superato l’effetto spesso inconcludente delle immagini stereoscopiche, il puro e semplice ottenimento di un astratto buon esito delle stesse, non si poneva come l’obiettivo, o quantomeno come l’obiettivo principale di questo progetto In questo senso, l’esito spettacolare della visione stereoscopica ottimale, così eventualmente ottenuta, in realtà non potrebbe che risultare, nel caso rimanesse un esercizio fine a se stesso, antitetico rispetto alle esigenze -tra le altre- di meditazione, intima riflessione e partecipazione emozionale che, almeno credo, un’opera dovrebbe comportare e che in ogni caso è lo scopo del lavoro qui proposto.



Tree-dimensional project (TDP-001) 2013, lightbox, cm 153×110





A questo proposito (guarda il caso) è stata la natura stessa dei lavori dai quali si è pervenuti alla realizzazione delle tavole in 3D, che ha favorito una percezione più pacata del lavoro stereoscopico ed a consentito la possibilità di una visione che non si limitasse ad essere un mero e forse inutile gioco visivo. Con ogni probabilità è stata la molteplicità e la

ricchezza dei piani prospettici delle matrici originarie (i bronzi e le ceramiche con gli innumerevoli sotto-squadra) che -di fatto- ha del tutto annullato quel senso di eclatante ma falsa percezione del reale che spesso, come detto, si avverte nei lavori stereoscopici, ed ha consegnato, invece, una visione calma e riflessiva del lavoro. Se indosso gli occhialini e mi

soffermo così a guardare il lavoro non avverto disturbi nella visione dell’opera. I piani sovrapposti non si distaccano l’uno dall’altro ma tendono a formare un flusso di informazioni visive ininterrotto, quasi un unicum percettivo che rende l’immagine duttile, morbida e la sua visione pacata e naturale.



Tree-dimensional project (TDP-016) 2013, lightbox, cm 132×97



Tree-dimensional project (TDP-009) 2013, lightbox, cm 120×80



L’iniziale stupore, che pure non manca nella visione di questi lavori, non rimane fine a se stesso ma mi sembra che lasci, quasi immediatamente, il posto al godimento dell’immagine tanto che nell’esercizio della visione così modulata, si ritrovano e si scoprono parti ed elementi che spesso sfuggono allo spettatore nella visione della matrice (il bronzo o la ceramica originari). Sorprendentemente la distorsione percettiva così come è stata ottenuta ha indotto una visione ancora più profonda e radicaledell’immagine che, come mi è venuto da dire alla vista della prima esecuzione del lavoro, è risultata ancora più ”vera” del reale.

Milano 18 marzo 2013



Tree-dimensional project (TDP-005) 2013, lightbox, cm 85×110

Tree-dimensional project (TDP-010) 2013, lightbox, cm 85×110



Tree-dimensional project (TDP-011) 2013, lightbox, cm 240×174