La serie: Nella mia foresta – I fogli di bronzo

Foglio di bronzo (FB-022) 2012 cm 104×80



I primi lavori che sono stati estrapolati dal progetto generale sono stati quelli che mi piace chiamare ”fogli di bronzo”. Il progetto trae origine da un ”incontro” casuale (come spesso mi accade, e forse sul problema della casualità varrebbe la pena soffermarsi) con il lavoro incisorio di Carl Wilhelm Kolbe, artista protoromantico del ‘700, nel quale sono letteralmente incappato nell’estate del 2010 mentre affrontavo una ricerca sui lavori delle figure ”volanti” di Hendrick Goltius in relazione ai miei lavori sulla figura umana (le ceramiche ”sono soli” di cui in seguito vedremo).

Le immagini arcadiche di Kolbe sono servite da base e fondamento, dopo il loro assemblaggio e rimaneggiamento da me abbondantemente operato, per la serie ”Nella mia foresta”. Partendo dal lavoro bidimensionale delle incisioni, così come poi da me assemblate (direi il ”disegno” delle opere che ne sono scaturite), sono pervenuto allo sviluppo ”volumetrico” del lavoro (con il desiderio vero e proprio di conferire ”spessore fisico” all’immagine) pur conservandone la visione sostanzialmente frontale. La volontà di offrire una percezione ”voluminosa” di un punto di vista ”frontale” è stata principalmente

dettata dalla necessità di evitare distrazioni visive, sempre possibili nelle visione di opere a tutto tondo, la cui percezione per così dire naturalistica ed i cui molteplici punti di vista mi sembrava che potessero distogliere da una visione meditata del lavoro. La scelta di partire da una incisione e non da una immagine ”reale” credo che, almeno in questo caso, possa intendersi come dettata dalla volontà di proporre un’immagine già mediata dalla lettura interiore che era già stata fatta di una visione naturalistica.



Foglio di bronzo (FB-006) 2011 cm 132×102



Foglio di bronzo (FB-014) 2012 cm 76×101



La descrizione, solo apparentemente paesaggistica, che si trae dal lavoro incisorio dovrebbe, nel caso, essere letta come la idealizzazione di una visione tutta interiore e concettuale. Credo si possa cioè affermare che quei lavori incisori non siano altro che l’esito ultimo di una visione ”ideale” dell’uomo e del mondo che lo circonda e che la la scelta del ”soggetto” altro non è che occasione e pretesto per trasmettere una scelta interiore, una visione appunto. Questa mediazione preventiva già operata dalle incisioni

priginarie, si è ulteriormente accentuata dall’assemblaggio e modificazione che ne ho effettuate, ciò che ha contribuito alla creazione di una immagine ex novo che è risultata, così, come una ulteriore ”distorsione” e che non è in alcun modo riconducibile ad una qualsivoglia descrizione del reale. La ricerca di una visione frontale, l’assemblaggio di immagini diverse, dissonanti e talvolta tra loro incongruenti, l’uso monocromatico della patina o l’uso del “colore” stesso del metallo utilizzato, hanno in qualche

modo teso al totale annichilimento dell’immagine originaria (il bosco, la natura) così ricreando, o almeno sperando di ricreare, una esigenza contemplativa tutta interiore che prescindesse dal racconto visivo. La volontà di ”disorientamento” si è in qualche misura ottenuta usando un materiale solido e per sua natura pesante, come fosse un foglio da disegno in modo da offrirne così una percezione non consueta.



Foglio di bronzo (FB-037) 2013 cm 220×165





Foglio di bronzo (FB-019) 2012 cm 133×102



Foglio di bronzo (FB-017) 2012 cm 167×118





Molte di queste opere hanno poi subito un ulteriore intervento con la creazione di passaggi di luce ottenuti perforando il bronzo. Attraverso una operazione quasi di ”intaglio” del foglio di bronzo si è volutamente acuito lo sforzo percettivo obbligando lo spettatore ad una contemplazione attiva derivante dalla spontanea capacità dell’occhio di ”ricostruire” una visione dell’immagine all’apparenza non del tutto definita: la ricomposizione dei vuoti, l’inevitabile ”ricostruzione” visiva del folio ad opera di chi guarda, non fanno altro che acuire (anche inconsapevolmente) la possibilità di un’apprensione dell’immagine non distratta e non superficiale.

Milano 18 marzo 2013

Foglio di bronzo (FB-007) 2011 cm 96×71



Foglio di bronzo (FB-018) 2012 cm 186×143